La mia vita in 5 oggetti
Cesto dei funghi (cavagna). Fin da quando ero bambino mi piace andare a
funghi. Iniziai ad andare con mio padre quando ero bambino e ancora adesso
è una delle mie più grandi passioni. Per me è sempre una grande emozione
trovare un bel porcino ed anche quando non si trova granchè il semplice stare
nella natura è una cosa che per me non ha prezzo.
Pallone da calcio. Da sempre ho una grande passione per il calcio, sia per quello giocato che per quello semplicemente guardato alla tv, per me è lo sport più bello che ci sia. Ho passato gran parte della mia vita a giocare a calcio. Le gioie che mi ha dato sono innumerevoli e mi ha insegnato la bellezza e l’importanza dello sport e del gioco di squadra.
Pianoforte. Per 6 anni ho suonato questo bellissimo strumento musicale. Purtroppo ora ho disimparato quasi completamente, ma per un periodo sono stato discretamente bravo e ho partecipato anche a dei piccoli saggi e tornei.
Scacchi. Cominciai a giocare a scacchi con mio padre
quando andavo alle elementari e per molti anni ci ho giocato intensamente
togliendomi grandi soddisfazioni. Purtroppo anche questa bella attività l’ho
messa un po’ da parte, anche e soprattutto per il fatto che ormai non
c’è quasi più nessuno che sappia giocare a scacchi (o meglio, non c’è quasi più nessuno
che oltre a sapere quali sono i possibili movimenti dei pezzi ha anche qualche
idea su come utilizzarli al meglio).
Sci. Come già detto in precedenza, a me piace tantissimo stare nella natura, specialmente in montagna. Per molti anni ho fatto scuola sci e l’ebrezza che da la velocità unita alla bellezza della montagna rende per me lo sci uno sport bellissimo. Ho anche fatto sci alpinismo per qualche anno, ma poi ho smesso in quanto sebbene abbia il pregio di portarti veramente nel cuore delle montagne innevate, lontano da tutto e da tutti (a parte ovviamente i compagni di gita), i rischi di incidente a lungo andare non sono così bassi, ho potuto in prima persona vedere che genere di rischi si corrano, anche nei tracciati più “facili”, e ho deciso che è meglio evitare di sfidare la sorte: ho infatti notato che il numero di morti in montagna è in costante aumento, non solo perché è aumentato il numero di appassionati ma anche perché essi, in linea generale, non hanno più piena coscienza di quanto possa essere pericolosa la montagna e le persone impreparate non mettono in pericolo solo se stesse ma anche gli altri.
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